roots.artproject@gmail.com

2019 © Pier Paolo Patti

  • Black Icon Instagram

 PASSER_BY  

Immagini in movimento che si affrontato in un corpo a corpo, muta cartografia in cui il silenzio tagliente dei frame che la costituiscono - raffiguranti scene di umana distruzione - sono una meditazione sulla dialettica oppositiva del divenire, in cui anche l’impossibilità può farsi sinonimo di possibilità e l’immagine sovvertita è sovvertitrice. 

V- 2017

_

 ACT_01/02/03 

DOPPIO STALLO / a cura di Raffaella Barbato
Galleria PrimoPiano Napoli / streaming video

XI - 2016

_

 EXSOLUTION 

Primo capitolo della trilogia di videoclip tratti dall'album Paroxysmal del musicista Matter

MATTER   KVITNU 

2016

_

 GENERATE AND DESTROY 

Live performance at Storung fesyival - Barcellona

​​

MATTER   STORUNG

2012

_

 NOWHERE A FOREST 

Nowhere a forest esplora spazialità rarefatte ed evanescenti, trascina lo spettatore in spazi intimi ed infiniti, la visione tra suoni ed immagini diventa ipnotica, sensoriale. La perfonmance e composta da dettagli visivi e sonorita dilatate, confini impercettibili; l'idea alla base di questa collaborazione è di creare ambientazioni estranianti, oniriche, uno spazio "parallelo" in cui ognuno di noi rischia (e dovrebbe) di perdersi.

MATTER

2008

_

 NOISE PAINTING 

Noise Painting é un'indagine sul fare e farsi dell'opera d'arte: forma e corpo di luce. Il mezzo video libera le realtà figurali intrinseche nella luce, generando un processo di costruzione dell'immagine in cui il creare è sinonimo di dis-velare, in cui la luce - entità in continua metamorfosi e divenire - genera attraverso le sue scansioni spaziali complesse texture e rimandi a figurazioni archetipe. Pulsazioni ed intermittenze luminose dalle differenti ritmiche si sovrappongono, dilatano e smaterializzano fino a scomparire nelle ombre buie dello spazio dello sfondo mediatico. Piani di luce, frequenze e quantum luminosi sono le cifre di una ricerca espressiva, in cui la luce costruisce la forma e al tempo stesso la sgrana e sfoca. Un lavoro di contrazioni e lunghe pause, in cui ombra e fondo concorrono - con la lux - al manifestarsi e declinarsi del segno stesso. (Raffaella Barbato)

MATTER

2008

_

 ROGER 

"Metafora dolorosa dell’aggressione sistematica, spietata ed imperturbabile inflitta all’individuo - ed alla sua capacità reattiva - nell’era della war/raw e della violenza mediatica, Roger mette in scena il malessere inconsolabile della condizione umana contemporanea, costretta ad un'impotenza lacerante senza scampo. Il primo uomo (o forse l’ultimo) del nostro mondo rinnova, nella ciclicità dell’esistenza, il dolore universale della Storia, pagandone lo strazio direttamente sul proprio corpo, trafitto da lame invisibili quanto affilate. Immagini di guerra e di morte - familiari come videogames - bombardano, mute e martellanti, il suo cervello, ininterrottamente sotto tiro del fucile mediatico. La solitudine è sconfinata. Lo spazio di manovra limitato ed angusto. La bocca vomita sangue, segno di rifiuto, nausea e malattia.In un luogo onirico, fuori dal tempo e dallo spazio, il condannato a morte tenta, in un gesto estremo, la sua ultima ribellione, principio di rinascita e ricerca. Ma da vittima si ritroverà inconsapevolmente carnefice, contribuendo a scrivere la Storia con il sangue, spettatore attivo di una ferocia che rende tutti - attori e pubblico inerme - corresponsabili. Il percorso è già segnato, non sono ammesse deviazioni. Ogni tentativo di rivolta è soppresso, ogni volontà di manifestare vana. Il dolore si materializza nelle ferite. Piedi e mani immobilizzate. Il condannato è pronto per l’esecuzione. Ancora un'opera spiazzante e disturbante, rappresentazione tragica di un'impossibilità che si traduce in colpevolezza, dove la forma stessa della messa in scena - in cui l'inizio è già fine - rafforza, nella sua ineluttabile e soffocante circolarità, la denuncia di un'assenza." (Chiara Gelato)

RETINA.IT

VI 2008

-

 

 AUDIOMACHIA DI UNO SCHIZOFRENICO 

Estratto video | ideazione e performance: Massimo Finelli

Video: Pier Paolo Patti | voce: Massimo Finelli | sound: Retina.it

<<Daniel Paul Schreber, presidente della Corte d'Appello di Dresda, figlio di un illustre educatore dalle idee ferocemente rigide, ebbe nel 1893, a cinquantun anni, una grave crisi nervosa ed entrò nella clinica psichiatrica di Lipsia, affidandosi all'autorità del suo direttore, l'anatomista P.E. Flechsig. La crisi aveva avuto inizio quando un giorno, nel dormiveglia, il presidente Schreber si era trovato a pensare che "dovesse essere davvero molto bello essere una donna che soggiace alla copula". A partire da questo punto si sviluppò in lui un prodigioso delirio, che lo fece passare per tutti gli estremi della tortura e della voluttà, coinvolgendo dèi, astri, demiurghi, complotti, "assassinii dell'anima", catastrofi cosmiche, rivolgimenti politici. Al centro di tutto erano la convinzione, in Schreber, di trovarsi vicino a essere trasformato in donna, e la sua lotta stremante contro un Dio doppio e persecutore.>> [Dall'introduzione alle "Memorie" ed. Adelphi 1974]

RETINA:IT

VI 2013

_

 LA LUNGA LINEA ROSSA 

di: Pier Paolo Patti | testi: LUCA (Luigi Castellano)

voce: Rodolfo Medina | a cura di Di.Stu.Urb

"La lunga linea rossa" è un video che ripercorre, in essenziali immagini e testi, una vicenda dell'arte a Napoli accaduta dal 1960 al 1975. È un percorso non lineare, anche contraddittorio, ma segnato dalla passione civile degli artisti che, nella molteplicità delle loro ricerche espressive, annodano i fili tra linguaggi dell'arte e contesto culturale, sociale e politico. Quella che nei primi anni sessanta è una presenza critica dell'arte che disarticola il panorama degli stereotipi e dei vecchi e nuovi conformismi dello "stile", nel corso del tempo, attraversando gli anni della rivolta culturale e delle lotte sociali degli anni 68-75, diviene per una parte dei protagonisti del Gruppo 58 (Documento Sud), della rivista Linea Sud e del Gruppo P66, con la "provocazione" di Luca (Luigi Castellano), un conseguente attivismo politico dell'arte. I testi di Luca pubblicati in manifesti, cataloghi e nelle riviste, rendono efficacemente le ragioni e gli obiettivi di quelle esperienze, che si conclusero con l'evento espositivo della Sala Rossa alla XI Quadriennale di Roma del 1975. (Franco Cipriano)

MATTER

2012

_

 CRONACA DI UN GIORNO PERFETTO 

di: Ciro Vitale | Realizzazione video: Pier Paolo Patti

soundscape: retina.it |produttore esecutivo: Gianni Schubert

Tocca avvenimenti successivi alla Resistenza, ma dove il concetto di “resistenza” è la parola chiave, il video Cronaca di un giorno perfetto, costituito da stralci di filmati storici d’archivio montati insieme.
Pensato come se si svolgesse in una sola giornata, il video presenta un intreccio di episodi della storia italiana contemporanea dove sono emerse logiche antidemocratiche, situazioni in cui si è assistito a un ritorno di forme repressive a cui si è contrapposta una forte reazione popolare: dalla rivolta “dei centomila” di Genova del 30 giugno 1960 alla Genova del G8, dai “fatti di Reggio” del 1970 e 1971 alla “battaglia” di Valle Giulia, insieme ad altri momenti di contestazione, tratti soprattutto dagli anni sessanta e settanta.

RETINA.IT

201O

_