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GRAVITAT!










EDIZIONE 2023

(Livorno, 24 febbraio – 5 marzo 2023)

_ L’Associazione Culturale EXTRA Factory ha il piacere di presentare la prima edizione di «GRAVITAT! SPAZIO APERTO DELLA FOTOGRAFIA» (Livorno, 24 febbraio – 5 marzo 2023), manifestazione fotografica aperta a tutte/i senza inviti e convocazioni, perché la fotografia è libera aggregazione e condivisione.

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AUTORITRATTO - evento/mostra

Per auto ritratto si intende un'opera in cui l'autore rappresenta sé stesso. Questo non significa quindi ritratto automatico (tipo cabina da foto tessera), ma al contrario nato da una riflessione consapevole e profonda sulla propria identità, quindi introspezione, o da meno nobili istinti egocentrici e/o esibizionistici. Molti gli esempi di entrambi i casi, a volte anche combinati in una sola immagine come presumibile nel caso di Albrecht Dührer, per nominarne uno: l'artista tanto consapevole della sua maestria da rappresentarsi in chiave divina, quasi come un Cristo. Quale contrapposizione con Michelangelo, che i contemporanei definirono divino, ma scelse di rappresentarsi in tutta umiltà nell'affresco del Giudizio Universale (Roma, Cappella Sistina) addirittura in foggia di pelle cadente di San Bartolomeo (martire che venne scorticato), o l'altro Michelangelo, il Caravaggio, che ne dipinse diversi in diverse età e composizioni, sempre non espressamente tali, a cominciare dal Bacchino malato, e per ultimo mostrandosi come la testa recisa di Golia (quadro che voleva offrire in cambio della sua vita, essendo ancora condannato a morte per omicidio dal governo pontificio). Tanti altri, impossibile nominarli tutti, fecero di questo esercizio opere importanti e significative di un destino comune, della vita stessa. Pensiamo per un attimo a Rembrandt van Rijn, da un giovane in armatura, curioso e spavaldo, al vecchio che sembra contemplare la vita trascorsa con un senso di vago smarrimento, stupore ma anche rivelazione del suo (non) senso, o a quelli di Van Gogh, il cui sguardo intenso e terribile racconta il tormento interiore che gli fu fatale.

Fin qui disegno e pittura, ora alla fotografia. Distinguerei fra due tipi di autori: quelli che non fecero mai foto di sé stessi, e quelli che non fecero altro. Intendo con questo le personalità di chi usa la fotografia per guardarsi intorno, e quindi trova cose esterne, e invece chi riferisce ogni cosa a sé stesso, facendo di ogni immagine in fondo una forma di auto ritratto, anche se in senso lato. In questa accezione anche il ritratto di un'altra persona potrebbe finire per assomigliare più al fotografo che al suo soggetto, per una forma di proiezione della propria personalità nell'immagine, ottenuta in conseguenza, più o meno consapevole, di tante scelte fatte nel dirigere la ripresa della foto. Dal semplice effetto di un fotografo insicuro nell'espressione incerta di chi si trova a posare, per esempio, o dalla malizia suggerita da un atteggiamento dettato non dalla persona ma dal fotografo. Entrambi mi sembrano indicare foto non riuscite, considerando se non proprio la verità almeno la sincera tendenza a voler essere autentici uno degli elementi identificativi di un'immagine rilevante. Lo stesso processo fotografico, inteso come fenomeno, tende alla realtà ed è quindi artistico e poetico, se non sempre controllabile, da chi ne fa uso. Una foto riuscita deve contenere una rivelazione. Nel campo della fotografia artistica, quindi quella che si propone l'espressione del fotografo visto come autore e non la soddisfazione di un committente, si trovano molti personaggi che hanno elevato il fotografarsi a un mezzo espressivo totale. Chi adottando di volta in volta elaborati travestimenti per assumere altre identità, come Cindy Sherman, o Flora Borsi, dietro le quali sembrano nascondersi; altri che sembrano invece voler stabilire la propria intima presenza - magari a confronto con delle problematiche esistenziali serie basate su una grande sensibilità - tramite la fotografia. Questi affrontano un percorso che può produrre immagini toccanti, ma purtroppo al prezzo non indifferente di una grande vulnerabilità emotiva, tale da portare anche a conseguenze estreme (Diane Arbus, Francesca Woodman). Sembrerebbe, ed è, strano invitare a un concorso fotografico il cui tema sia «l'autoritratto» proprio in questa epoca di selfie. Contro intuitivo, e appunto per questo lo si propone. Avvicinandovi al vostro soggetto - che sareste voi stessi - con l'intento di arrivare a vedere qualcosa di autentico, sarete costretti a prendere le distanze dalla finzione del social e dalle banalità che lo contraddistinguono - passando le sere su face book, come faccio io ultimamente, non si sfugge alla conclusione che siamo tutti uguali di fronte alla rete -. Non così nel mondo reale.Il prossimo attesissimo appuntamento di Extra è in occasione dell'inaugurazione della Mostra fotografica «Autoritratto» venerdì 24 febbraio 2023 alle ore 17.30 che aprirà il week end di fotografia del Gravitat! In attesa di scoprire il nome del/la vincitore/trice, «Social» e Commissione hanno decretato intanto i finalisti di questa prima edizione che si contenderanno il Primo Premio.

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ATISTI COINVOLTI Balzano Antonella, Bertolini Laura , Bonaccorsi Alessio , Borredon Chiara , Breitling Sarah , Casiroli Sabrina (social), Ceccherelli Claudia, Ciriaci Marina, Ciofi Arianna, Dani Andrea, Della Toffola Francesca, Domenichetti Raffaele, Elle Ilario, Firmani Giovanni, Galasso Clorinda, Giari Francesca, Nocchi Michele, Patti Pier Paolo, Razzauti Roberta, Romani Carolina, Signorini Arianna, Tozzi Mauro.


Tutti gli altri partecipanti, non finalisti, saranno esposti nel piccolo auditorium di Extra che per l'occasione si trasformerà in Salon des Refusés e potranno comunque concorrere con i finalisti al Premio della Giuria Popolare, tramite votazione dei visitatori della mostra che potranno esprimere la loro preferenza sull'apposito coupon.

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EX TIPOGRAFIA LIVORNO

èxtra [dal lat. extra «fuori»]. – 1. In origine, «(che è) fuori di, oltre» 2. In pubblicità commerciale (sul modello del francese extra, forma accorciata di extraordinaire), è usato come prefisso con valore superlativo 3. In altri casi significa straordinario, insolito, non usuale.


EXTRA è anche acronimo di Ex Tipografia Razzauti ed è la storia di una riconversione industriale degli spazi nel centro storico di Livorno in Piazza della Repubblica precisamente. Dismessi i vecchi macchinari per la stampa, i locali, interamente ristrutturati, diventano luogo inclusivo di aggregazione e socializzazione sulla fotografia e sulle arti visive: galleria espositiva, “salotto” di conversazione, laboratorio di idee, piccolo auditorium e sala posa. Un open space, in tutti i sensi, punto di riferimento della diffusione e della valorizzazione dei contatti, dove l’incontro tra gli artisti e gli amanti dell’arte, favorisce il miglioramento dei rapporti tra esseri umani, arricchendone l’educazione all’immagine, tramite scambio di esperienze, conoscenze, condivisioni e sinergie. Pensare a cooperazioni tra artisti, per natura prevalentemente individualisti, è di per se’ un fatto fuori dal comune, insolito, non usuale, extra-ordinario appunto.

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