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PROFEZIA

April 28, 2016

 

 

 

 

PROFEZIA / stazione creativa

Francesca Capasso, Franco Cipriano, Antonio Davide, Matter, Pier Paolo Patti, Ciro Vitale

 

Spazio MIl Sesto San Giovanni - Milano
28 aprile 2016
 

 

Il progetto “STAZIONE CREATIVA” è una delle iniziative che fanno da corollario alla mostra “STUDIO AZZURRO. Immagini sensibili”- Milano, Palazzo Reale Dal 9 aprile al 12 maggio si terranno all’interno dello Spazio MIL di Sesto San Giovanni workshop e laboratori tenuti da artisti e progettisti aperti a studenti e cittadini PROFEZIA è l’opera-accadimento che come collettivo Di.St.Urb, gli artisti visivi campani Francesca Capasso, Franco Cipriano, Antonio Davide, Pier Paolo Patti, Ciro Vitale e il compositore Matter, il 28 aprile 2016, presentano allo SPAZIO MIL di Sesto San Giovanni, nell’ambito di STAZIONE CREATIVA, evento in relazione con la grande mostra antologica di STUDIO AZZURRO al Palazzo Reale e altre sedi di Milano. Nata da una riflessione che risuona del corto circuito tra linguaggi e crisi del “tempo globale”, nel consumarsi e decomporsi del senso del Logos occidentale a fronte delle catastrofi della memoria e del presente, il progetto è, già nel processo che lo elabora, uno spazio di accadimenti che coniuga le singolarità dei linguaggi in una mappa plurale di tensioni spazio-visive e sonore. L’accadimento che è insieme istallazione, concerto, videoproiezione, esposizione, gesto relazionale e azione performativa, entra in tensione interattiva con le produzioni di Studio Azzurro. Lo svolgimento dell’evento ha una proiezione negli spazi della mostra di Studio Azzurro mediante una trasmissione in streaming.

 

Nella trama di segni, visioni, tracce, materie, forme, suoni, voci, emerge un arcipelago in cui le isole sono echi che si inseguono, si incrociano e si attraversano, rivelando insieme il possibile e l’impossibile del linguaggio, che ha le intermittenze tra presenza e assenza, tra memoria e oblìo. L’opera è soglia dove il manifestarsi concettuale appare come un’eco dell’inspiegabile, proiettata verso un’alterità della Storia “incomprensibile” dalla razionalità stabilizzatrice delle forme. PROFEZIA è “ascolto” del Tempo che si fa ri-velazione del linguaggio sui confini del senso. È visione del naufragio dello “sguardo che attraversa l’oceano” e trova orizzonti intransitabili, è l’insorgere dell’ethos che si muove nella crisi apocalittica dell’epoca. È un pensiero-segnale che interroga il linguaggio come luogo del conflitto e della crisi – mappa “apocalittica” delle narrazioni storiche, culturali – realistiche o simboliche – del tempo. Come in “stazioni” o “capitoli” di un sospeso itinerario, avviene una “opera comune” di singolarità che “migrando” l’una verso l’altra si annodano in un tessuto di mutamenti e analogie, contrasti ed evocazioni, nell’estrema memoria dell’arte dove il linguaggio può intercettare le tonalità dell’immemorabile.

 

 

 

 

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